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Chi si
lamenta della scarsa qualità dei programmi che vanno in onda la domenica,
sicuramente non tiene conto nella propria critica di Racconti di Vita.
La programmazione domenicale di Rai Tre si è sempre distinta rispetto a
quella delle altre reti per la proposta di trasmissioni alternative come ad
esempio Racconti di Vita, Alle falde del Kilimangiaro
(condotto da Licia Colò) e Per un pugno di libri (condotto da Neri
Marcorè), superando la concezione per la quale occorre mostrare belle
ragazze, falsi sorrisi e giochi demenziali per fare ascolti. Racconti di
Vita, condotto da Giovanni Anversa di cui potete vedere una foto a
lato, va in onda ormai da diversi anni affrontando interessanti temi
d'attualità con una chiave di lettura sempre originale.
La particolarità di quest'edizione
rispetto alle precedenti è il contributo dato dalla musica: la canzone di
un artista (presente in studio) offre lo spunto al dibattito che viene
arricchito dalla testimonianza personale di alcuni ospiti i quali parlano
di un evento che ha segnato la loro vita.
Qualche
settimana fa il programma si occupò del tema del Sud, dei problemi cronici
che lo attanagliano e di ciò che invece sta cambiando. Facendo zapping in
modo frenetico capitai su Rai tre un po' per caso, rimasi notevolmente
colpito da ciò che sentivo e mi misi a seguire la trasmissione.
Era ospite della puntata Salvo La
Rosa, un ventunenne di Siracusa che raccontava la sua esperienza nella
lotta per abbattere la diffidenza e l'intolleranza nei confronti dei gay
oltre che per affermare la pari dignità delle persone omosessuali nei
confronti d'alcuni pregiudizi radicati anche nelle istituzioni (come
accadde ad esempio quando si mosse per far sostituire il modulo previsto
per i donatori di sangue che prevedeva l'omosessualità tra le cause
d'esclusione dalla donazione, nonostante questa fosse già stata abrogata
con decreto da qualche tempo).
Da giovanissimo, aveva solo 19 anni,
è diventato presidente del circolo Arcigay ATHENA di Siracusa,
attualmente studia Scienze della Comunicazione all'Università di Catania.
Salvo ha parlato della difficoltà
che ha dovuto superare per portare avanti un progetto come il suo in una
terra per certi versi refrattaria ai cambiamenti, nelle parole e negli
occhi gli si leggeva una grande speranza: quella di abbattere ogni barriera
ideologica e non, che separa noi gay dal resto della società.
In ciò che diceva ho trovato molte
cose nelle quali mi sono immedesimato e per questo motivo ho deciso di
mettermi in contatto con lui per fargli una breve intervista in modo tale
che anche voi possiate essere contagiati dal suo entusiasmo e dalla sua
voglia di lasciare un segno.
Come giudichi la tua
partecipazione a "Racconti di Vita" e quali ragioni ti hanno
spinto ad accettare l'intervista?
"Ritengo che sia stata un'esperienza
positiva. Quando mi hanno telefonato inizialmente ero un po' dubbioso, non
ero sicuro che avrei trovato le cose da dire, e l'idea mi metteva non poco
in agitazione. Sostanzialmente però ho capito subito l'importanza di una
mia partecipazione per fare la mia, pur piccola, parte nella lotta al
pregiudizio. Ritengo che esserci, parlarne, portare la propria esperienza
faciliti un processo di reciproca conoscenza che può portare, a lungo
termine, ad incidere sull'idea che comunemente si ha dell'omosessualità,
penso che il parlarne, e il parlarne "bene", in maniera semplice
e veritiera, abbia un grande ruolo nell'oltrepassare l'odio e la disistima
che derivano da situazioni di non conoscenza."
Dopo l'intervista a
"Racconti di Vita" c'è stato qualche episodio particolare per cui
puoi affermare che sia "valsa la pena" di partecipare al
programma?
"Potrei citartene diversi. Mi hanno
scritto alcuni ragazzi, ragazzi gay che forse vivono la propria affettività
in maniera più tormentata e problematica. Ricordo in particolare un ragazzo
molto giovane della provincia torinese che viveva proprio in quella
situazione d'isolamento, di solitudine, che molti di noi hanno provato. Un
ragazzo che, come me in passato, e come altri milioni di persone, si
sentiva "l'unico al mondo" e che vedendomi aveva capito che forse
un'altra chiave di lettura esiste, forse esiste anche una società più
aperta, una società fatta di persone che vivono, si mettono in discussione,
di persone che rispettano. La sua solidarietà, come quella di altri
ragazzi, mi rincuora e mi da spesso la voglia di andare avanti nelle cose
che faccio."
Come riesci a conciliare i
tuoi impegni nello studio e nell'attività di presidente del circolo Acigay
ATHENA di Siracusa?
"Corro! Ecco come... penso che se
una cosa la si ritiene veramente importante, allora il tempo per farla si
trova.. Certo questo mi porta spesso ad essere indaffarato o sotto
pressione, ma ho scelto di fare qualcosa per cambiare una situazione
sociale che non mi piace, di fare qualcosa perché quelli come me, e come
noi, non abbiano più a soffrire inutilmente... penso che questo mi ripaghi,
almeno moralmente di ogni possibile stress.. :)"
Puoi descrivere brevemente
quali attività si svolgono all'interno del tuo circolo ARCIGAY?
"L'Arcigay di Siracusa svolge un
servizio di telefono amico, al numero 093162418, attivo dal Lunedì al
Giovedì dalle 20.00 alle 22.00 e Venerdì e Sabato dalle 18.30 alle 20.30.
Inoltre facciamo accoglienza ai ragazzi gay che vogliono avvicinarsi
all'associazione, organizziamo feste e cene d'autofinanziamento,
promuoviamo eventi culturali come presentazioni di libri, proiezioni di
film, dibattiti. Lavoriamo a dei corsi di formazione da proporre agli enti
locali e alle scuole, il prossimo mese saremo impegnati in un corso di
counseling rivolto a persone omosessuali finanziato dalla provincia
regionale di Siracusa."
Qual'è stata la difficoltà
maggiore che hai dovuto affrontare nel momento in cui hai dichiarato la tua
omosessualità?
"La cosa più difficile è stata
superare le mie reticenze, il lavoro più difficile, per così dire, è stato
dentro me stesso. E' stato capire che forse gli altri l'avrebbero presa
bene (com'è stato), che forse mi avrebbero stimato lo stesso, che,
verosimilmente, avrebbero continuato a volermi bene. Affrontare le mie
paure e capire che, realmente, essere gay non è affatto una cosa negativa
ma soltanto una normale, se pur differente, tipologia di affettività, ecco,
questo è stata la più grande difficoltà che oggi sono fiero di aver
superato."
Che consiglio credi di poter
dare a chi ha difficoltà nell'accettare la propria omosessualità o a chi
non sa come comportarsi nel contesto familiare e/o sociale?
"L'unica cosa che mi sento di dire è
di rispettare ed affrontare le proprie paure, i propri timori, le proprie
remore, e cercare giorno per giorno di costruire la propria felicità, non
domandandosi solo quello che gli altri vorrebbero o si aspetterebbero da
noi, ma anche cosa vorremmo noi, per essere felici."
A presto,
Skim.
LINKS:
Il link del programma Racconti di Vita:http://www.raitre.rai.it/R3_HPprogramma/0,5491,32,00.html
Il sito del circolo Arcigay Athena di Siracusa: http://www.arcigaysiracusa.com
La pagina di Salvo La Rosa: http://www.arcigaysiracusa.com/presidente.htm
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