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Kiss & Tell non è altro che il vecchio gioco delle coppie corretto e riveduto in chiave sexy. Il meccanismo del gioco è molto semplice: quattro concorrenti, le prede, affrontano diverse prove sperando di esser scelti dal cacciatore allo scopo di poter passare una fantastica vacanza insieme.
Questo schema, statico ed uguale a se stesso in ogni puntata, è movimentato dai concorrenti che fanno di tutto pur di colpire l’attenzione del cacciatore: non è raro infatti assistere a risposte esilaranti o audaci e talvolta, nella fase finale del programma, si verificano anche delle situazioni piuttosto trasgressive come ad esempio scambi baci appassionati (e quando dico appassionati intendo proprio alla francese con tanto di lingue operose immortalate dalla telecamera!). All’inizio del programma e dopo ogni pausa pubblicitaria, dei cartelli a sfondo nero con in primo piano un poco rassicurante teschio informano che il programma ha dei contenuti non adatti a un pubblico più giovane… una forzatura se vogliamo in quanto non credo che vedere persone baciarsi e scherzare con la seduzione sia motivo di scandalo al giorno d’oggi! Qualcuno potrebbe anche ribattere affermando che il programma va in onda in fascia protetta ma diamine i giovanissimi sono molto più svegli e progrediti di quanto non si voglia generalmente ammettere!
Il
cacciatore era Alessandro, 31 anni, avvocato di Milano ma originario di un
paesino vicino a Sondrio. I concorrenti che si sono sfidati si chiamavano
Antonio, David (un manzo australiano), Salvatore e Francesco. Quest’ultimo
per tutta la puntata è parso essere il preferito dal cacciatore ma dopo la
prova del bacio
Trash o no Kiss & Tell ha avuto il merito di rappresentare seppur in chiave giocosa una realtà che quasi sempre è nascosta e sotterranea sebbene qualcuno, dato l’esito semitragico della puntata gay, abbia commentato che in fin dei conti sarebbe stato meglio che quei concorrenti avessero continuato a rimanersene nascosti!
Il programma non è certo di quelli più impegnati ma tutto sommato ogni tanto qualche sorrisino scappa! Bellissima la scenografia, colorata e giovanile, nonostante l’impressione claustrofobica che ogni tanto si percepisce per colpa delle ridottissime dimensioni dello studio.
A presto!
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